«Situazione sanitaria disumana»
a giorni il carcere di Geno-
1 va Marassi e teatro diema
protesta collettiva. Non si tratta di rivolte o evasioni, ma del suono metallico delle battiture sui blindi, che da giorni scandisce un’unica, drammatica richiesta: dignità e cure. A lanciare l’allarme sono l’associazione Quei Bravi Ragazzi
Family ONLUS e l’avvocato
Guendalina Chiesi, che denunciano una situazione sanitaria
«profondamente disumana».
La protesta, partita dalla sezione di alta sicurezza, è un atto di denuncia anche contro il degrado dell’area sanitaria inter-
na. La presidente dell’associazione Quei Bravi Ragazzi Family ONLUS, Nadia Di Rocco, parla senza giri di parole: «1l degrado è noto da tempo, ma nessuno ha mai agito. Dopo il drammatico caso di Carmine
Tolomelli, morto a Marassi tra omissioni e ritardi sanitari, non possiamo più tacere. Se
non si interviene, il rischio è di assistere a nuove tragedie an-
nunciates
A confermare le denunce è l’avvocata Guendalina Chiesi, del
Foro di Koma, che ieri – assieme alla presidente dell’associazione – ha avuto accesso al penitenziario.
Racconta di
aver ricevuto una lettera collettiva sottoscritta da cinquanta detenuti della quinta sezione.
quella riservata ai malati. Nella missiva viene descritto un
quadro definito “drammatico
profondamente disumano”.
Gli stessi detenuti denunciano pratiche che, se confermate.
rendono il quadro ancora più inquietante: farmaci distribuiti senza blister e senza alcuna tracciabilità, visite specialistiche saltate o svolte senza car-tellecliniche a disposizione, locali in condizioni igieniche
«inaccettabili». Tra i casi segnalati spicca quello di Giovanni Giamborino, affetto da una grave patologia renale e in procinto di iniziare una terapia immunosoppressiva con
Rituximab. Una cura che comporta unelevato rischio di infe-zioni: «In queste condizioni – spiega l’avvocata che l’assiste

  • teme seriamente per la propria vita». Chiesi annuncia una denuncia immediata, corredata dalla lettera dei detenu-
    ti, e la richiesta di un’ispezio-neurgente. Eavverte: «Non vogliamo chesi ripetano morti sospette come quella di Tolomel-li, deceduto all’ospedale San
    Martino dopo gravi omissioni riconducibili proprio all’area
    sanitaria di Marassi», La de-
    nuncia, con la lettera dei detenuti allegata, sarà presentata immediatamente, con la richiesta di un ‘ispezione urgente.
    L’obiettivo è chiaro: evitare che a Marassi si consumino nuove “morti sospette” come
    quella di Tolomelli.
    D.A.

Fonte: LA LETTERA


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